CONTROLLI COMUNITARI

PROCEDURE PER L'ESECUZIONE DEI CONTROLLI NELLA MOVIMENTAZIONE COMUNITARIA DI CANI E GATTI
(Comunicazione della Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità del 16/5/2019 Prot. n. 0010737/P)

La finalità dei controlli è la verifica della sussistenza dei requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di movimentazione nell’UE di cani e gatti. I controlli possono essere eseguiti durante il trasporto oppure a destinazione da parte dei Servizi Veterinari ufficiali e delle Forze dell’Ordine di cui all’art. 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689. La verifica dello stato di salute e di benessere degli animali deve essere effettuata da un medico veterinario del Servizio Veterinario ufficiale o da un medico veterinario libero professionista designato. Nelle procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti, sussistono alcuni aspetti che coinvolgono in maniera specifica la figura del Veterinario Pubblico Ufficiale di cui si riporta una trattazione riassuntiva qui di seguito:

Rispetto del periodo di osservazione obbligatorio ai fini della prevenzione della rabbia

Ai sensi del D.P.R. n.320/54, del Reg. UE N. 576/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il Regolamento UE N. 577/2013 della Commissione Europea, i cani, i gatti ed i furetti devono avere almeno 3 mesi di età ed essere vaccinati contro la rabbia da effettuarsi almeno 21 giorni prima dell’introduzione nella CE o Paese membro. L’Italia non consente l’ingresso di animali di età inferiore ai 3 mesi che non abbiano completato il protocollo vaccinale per cui devono avere 3 mesi e 21 giorni.

La maggior parte dei cuccioli di cane, gatto e furetto provenienti dai paesi dell’est o di provenienza ignota non risultano vaccinati contro la rabbia, o presentano certificati di vaccinazione dubbi o contraffatti. Pertanto, ai sensi della normativa sopra citata:

  • I cani, gatti e furetti cuccioli provenienti dall’estero o di provenienza ignota, devono essere sottoposti a sequestro sanitario, isolati e tenuti in osservazione per 10 giorni presso presso le strutture dell’AAS/ASUI territorialmente competente, al fine di escludere la manifestazione clinica di sintomi riferibili all’infezione rabbica;

  • Ai sensi del Regolamento di Polizia Veterinaria 320/54 art. 86 “Durante il predetto periodo di osservazione gli animali non devono essere sottoposti a trattamenti immunizzanti.”

  • Qualora, durante il periodo di osservazione, il cucciolo muoia si procede con gli accertamenti diagnostici volti ad escludere la presenza di rabbia ed altre malattie infettive e/o zoonosiche. La carcassa deve essere inviata, nel rispetto dei protocolli di biosicurezza, al Centro di Referenza Nazionale per la Rabbia silvestre dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie da parte dei Veterinari delle Aziende per l’Assistenza Sanitaria (AAS) o Aziende Sanitarie Universitarie Integrate (ASUI) competenti per territorio.

Identificazione degli animali d’affezione sottoposti a sequestro

  • L’inoculazione del transponder (microchip) e la registrazione nella banca dati regionale degli animali d’affezione della Regione Friuli Venezia Giulia deve essere eseguita al più presto possibile dal momento del sequestro, poiché permette l’identificazione individuale dei singoli animali ai fini della messa in atto delle procedure di sorveglianza sanitaria obbligatorie per legge di cui al punto a sopra menzionato.

    La nota ministeriale del 10 luglio 2014, Prot. dg. DAG.14/07/2014.0098250.U, specifica come sia compito del Medico Veterinario L.P. Incaricato U.P.G. e/o del Veterinario Ufficiale incaricati nella gestione dell'anagrafe identificare con microchip e registrare i cani in BDR: “I cani sottoposti a sequestro penale a scopo probatorio o preventivo devono essere identificati con microchip e registrati in BDR dal Servizio veterinario che ha operato con la polizia giudiziaria durante l'operazione di sequestro".

 

Sequestro sanitario

Il sequestro sanitario è previsto dal Regolamento di Polizia Veterinaria approvato con D.P.R. 8 febbraio 1954, n.320. Le malattie degli animali per le quali si applicano le disposizioni del regolamento sono quelle a carattere infettivo e diffusivo; si considerano tali le malattie elencate all’art.1, tra le quali figura la rabbia.

Il regolamento prescrive che:

  • qualunque caso, anche sospetto, di malattia infettiva e diffusiva, deve essere immediatamente denunciato al Sindaco;

  • obbligati alla denuncia sono i veterinari del Servizio Sanitario, i veterinari liberi professionisti, i proprietari e detentori degli animali, i proprietari di stalle, i presidi di facoltà di medicina veterinaria, i direttori di istituti zootecnici (art.2);

  • a seguito della denuncia, il Sindaco, con apposita ordinanza (art.10), dispone l’applicazione di una serie di misure quali la numerazione degli animali esistenti nelle località infette, l’isolamento degli animali ammalati e sospetti, disinfezioni accurate dei ricoveri, ....., il sequestro degli animali nei ricoveri o nel luogo infetto con la prescrizione tassativa: omissis

     

Approfondimenti forniti dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Udine Dr.ssa De Franceschi sul verbale di sequestro (De Franceschi, atti del corso di formazione Bio-crime 2017)

Raccomandazione del P.M. alla P.G.: è bene rappresentare la situazione nel modo più completo (ad es. allegando al verbale di sequestro, immagini fotografiche, video, referti del medico veterinario, ecc....) in modo che il Tribunale del Riesame possa valutare nel modo più completo l’opportunità e/o necessità di mantenere il sequestro, anche di fronte a pretese restitutorie basate su varie argomentazioni (ad es. la perdita economica) e su consulenze di parte (ad es. di medici veterinari nominati dalla difesa).

Approfondimenti forniti dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Udine Dr.ssa De Franceschi sulla coesistenza del sequestro sanitario con il sequestro penale (De Franceschi, atti del corso di formazione Bio-crime 2017)

 

Raccomandazione del P.M. al Veterinario Ufficiale: Possono coesistere il sequestro sanitario ed il sequestro penale? Si, in quanto rispondono ad esigenze diverse; inoltre le motivazioni del sequestro sanitario (evitare la diffusione di malattie trasmissibili all’uomo) possono ‘sostenere’ anche il sequestro preventivo o probatorio.

    

Raccomandazione del P.M. alla P.G.: la P.G. dovrà sempre indicare nella comunicazione di notizia di reato, nel verbale di sequestro o nell’annotazione di servizio, che gli animali sottoposti a sequestro penale sono sospettati di aver contratto una malattia infettiva e diffusiva e che sono in corso gli accertamenti veterinari e di laboratorio; dovranno quindi trasmettere gli esiti di tali accertamenti non appena ultimati, oppure dare atto della tempistica che tali accertamenti richiederanno. E’ indispensabile mettere il P.M. e poi il Giudice in grado di conoscere le condizioni sanitarie degli animali sequestrati, i rischi connessi al loro trasporto ed introduzione in Italia, i pericoli di una trasmissione della malattia e di diffusione del contagio nel caso di un eventuale provvedimento di dissequestro. Andrà rappresentato anche quale sia il luogo migliore per la custodia degli animali (preferibile, quello già individuato al momento del sequestro) e per la loro osservazione veterinaria.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul manuale di “Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti” a cura del Ministero della Salute, FNOVI e LAV e sul manuale “La movimentazione comunitaria degli animali da compagnia” a cura di Anna Lisa Ferraris disponibili nella pagina dedicata.

Affido degli animali oggetti di provvedimenti di sequestro o di confisca

Gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono sempre in prima istanza affidati in custodia giudiziale alle Aziende per l’Assistenza Sanitaria (A.A.S.) o Aziende Sanitarie Universitarie Integrate (A.S.U.I.) competenti per territorio, almeno per i primi 10 giorni di osservazione obbligatoria 

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