CORONAVIRUS EMOTIONAL

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IMPATTO EMOZIONALE DELL'EPIDEMIA DA CORONAVIRUS IN ITALIA

L’obiettivo di questo lavoro di consiste nell'analizzare l’impatto emozionale causato dell’epidemia di coronavirus in Italia, mediante l’analisi degli articoli di stampa pubblicati dai principali quotidiani nazionali, dalle agenzie di stampa e dalle maggiori piattaforme di informazioni registrate in Italia attraverso l’utilizzo di tecniche di linguistica computazionale e medical intelligence.

Introduzione

L’ottimizzazione della gestione di un’emergenza sanitaria passa anche attraverso il monitoraggio, l’analisi e la comprensione dell’impatto emozionale che l’emergenza genera sulla popolazione colpita. Nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate delle tecniche sofisticate di analisi linguistica computazionale che permettono di analizzare in dettaglio enormi quantità di testo estraendo dalle medesime un ampio spettro di informazioni soggettive ed emozionali dell’autore o degli autori dei testi. Queste tecniche di indagine, spesso denominate in maniera generica come “sentiment analysis”, hanno lo scopo di determinare l'atteggiamento di un autore rispetto ad alcuni argomenti o alla polarità contestuale complessiva di un documento. L'atteggiamento può essere il suo giudizio o la sua valutazione, lo stato affettivo (vale a dire, lo stato emotivo dell'autore durante la scrittura) o la comunicazione emotiva desiderata (vale a dire, l'effetto emotivo che l’autore desidera avere sul lettore). Sono analizzati inoltre la propensione dell’autore o degli autori verso molte categorie della vita quotidiana come ad esempio l’estroversione o l’introspezione, la salute, la casa, il lavoro, la religione, lo sport, la sofferenza, etc etc. Queste tecniche anno un ampio ambito di utilizzo che spazia dai social media, al marketing, alla politica e trovano applicazione anche nell’abito della cosiddetta medical intelligence. 

Materiali e metodi

Il primo passo è stato quello di creare la base dati sulla quale operare. Sono state prese in considerazione 507 testate giornalistiche italiane (incluse le edizioni regionali locali) e 599 agenzie di stampa e piattaforme d’informazione quotidiana registrate in Italia. La prima base dati creata è relativa al secondo semestre 2019 ed è costituita da circa 37 mila articoli o comunicati stampa. La seconda base dati è quella relativa al 2020, momento in cui l’epidemia è arrivata in Italia ed in questo secondo caso sono stati analizzati circa 10 mila articoli o comunicati stampa dal giorno 1 gennaio 2020 sino al 14 marzo 2020. Il numero totale di articoli o comunicati stampa analizzati è di poco inferiore ai 47 mila. Considerata l’ingente mole di dati, tutte le analisi sono state effettuate sul titolo ed il sottotitolo dell’articolo o del comunicato. In seguito, è stato costruito uno strumento dedicato di analisi linguistica computazionale a partire da un dizionario generico, mediante l’aggiunta di parametri di indagine specifici realtivi all’epidemia di coronavirus in Italia (software Liwc e Wordstat8). Le principali variabili analizzate sono riferibili alle seguenti categorie: emozioni (positive totali, negative totali, ottimismo, ansia, rabbia, tristezza), temporalità (passato, presente, futuro), casa, lavoro, malattie (macro categoria che indica quanto si parli di malattie, dell'epidemia, dei medici e delle strutture sanitarie). 

Risultati

Si riporta qui di seguito una breve sintesi dei risultati riferiti ad una selezione delle categorie investigate:

  • Lieve riduzione delle emozioni positive, aumento più marcato di quelle negative da gennaio 2020.

  • Aumento dell'ansia a febbraio la quale rimane costante a marzo.

  • La rabbia diminuisce costantemente.

  • La tristezza aumenta in maniera significativa.

  • Marcato aumento dell'utilizzo del pronome "Noi".

  • La Stampa è focalizzata soprattutto sul presente. Assente il futuro.

  • Tendenza in aumento per Scuola e Lavoro nel mese di marzo.

  • La Stampa manifesta una maggior connotazione emozionale negativa rispetto alla comunicazione del Governo nel mese di Febbraio 2020.

Discussione

Gli effetti negativi della pandemia da coronavirus COVID-19 non si limitano a quelli gravi ed evidenti in ambito sanitario ma hanno generato e stanno generando un impatto psicologico negativo che viene messo in evidenza dal lavoro di analisi eseguito. In particolare,  l'atteso picco di emozioni negative, se esaminato in dettaglio nelle sue componenti mostra come con il passare del tempo ci sia una diminuzione della rabbia associata ad un aumento della tristezza, ovvero come diminuisca la resilienza nei confronti dell'emergenza.

 

Il marcato aumento dell'utilizzo del pronome "Noi" è associato ad un aumento del sentimento di coesione del gruppo. Si tratta di un comportamento tipico e ben spiegato dalla psicologia evoluzionistica attraverso il quale un gruppo sociale sotto attacco cerca di riunire le forze e di prepararsi ad eventuali pericoli futuri attraverso un aumento della coesione sociale. In sintesi, "fare gruppo".

 

L'analisi dell'aspetto legato al tempo evidenzia come lo shock dell'emergenza in corso sia ancora così forte che di fatto esiste solo il presente. Tale condizione costituisce un fattore di rischio per qualsiasi organizzazione o struttura  poiché viene a mancare la visione futura.

Infine, l'analisi evidenzia come durante il mese di febbraio 2020 non ci sia stata sincronia tra l'assetto emozionale espresso dalla Stampa rispetto a quello del Governo poiché la connotazione emozionale negativa della Stampa è stata di ordine maggiore. 

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