ZECCHE? NO, GRAZIE

Il Progetto “Zecche? No, grazie”

Il progetto "Zecche? No, grazie" è nato nel 1997 da un'idea del Dr. Paolo Zucca e del Dr. Maurizio Ruscio (Azienda per i Servizi Sanitari Medio Friuli ora presso ASUGI) su incarico del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Il progetto prevedeva la realizzazione di un opuscolo illustrativo sulle zecche e sulle malattie da loro trasmesse che veniva distribuito in occasione di conferenze tematiche su questi argomenti. Di seguito l'opuscolo è stato distribuito in maniera capillare nei Centri Visite del Parco ai fini di mettere in atto una campagna di prevenzione nei confronti delle malattie trasmesse dalle zecche. Dal 1997 numerose ricerche in ambito veterinario e medico umano hanno portato notevoli contributi alla conoscenza di queste gravi malattie ed ai vettori che le trasmettono e pertanto l'opuscolo del progetto "Zecche? No grazie" è attualmente in corso di aggiornamento alla luce delle nuove conoscenze.

 
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Stadi evolutivi della zecca Ixodes ricinus: L = larva; N = ninfa; M ad = maschio adulto; F ad = femmina adulta; F ad pasto = femmina adulta dopo il pasto di sangue. 

Cosa sono le zecche

Le zecche sono dei parassiti esterni di minuscole dimensioni che si nutrono esclusivamente di sangue. 

Colpiscono varie specie animali (selvatici e domestici) ed occasionalmente l’uomo.

Poiché in natura esistono diverse specie di animali che sono serbatoi naturali di agenti infettivi (batteri, virus, ecc.), quando le zecche si alimentano su di loro acquisiscono un contagio che possono poi trasmettere con i pasti successivi. 

Il loro morso quindi costituisce un potenziale rischio per la salute.

 
Walk in the Wild

I luoghi dove fare attenzione

Le zecche sono ampiamente diffuse negli ambienti naturali, soprattutto in quelli umidi, ricchi di sottobosco, con erba alta e vegetazione spontanea. Tuttavia, sono presenti anche in ambiente urbano come ad esempio nei giardini pubblici o nei parchi giochi. In montagna si spingono fino ai 1.500 metri di quota, ma temperature miti permettono a questi parassiti di vivere anche a quote più elevate. Normalmente le zecche affamate si posizionano in prossimità dei sentieri, fra l’erba alta, sugli arbusti e sotto il fogliame in attesa di attaccarsi sull’ospite di passaggio.

 
Wild Path

I periodi: quando fare attenzione

L’attività delle zecche è massima dalla primavera all’autunno inoltrato, anche se non si possono escludere gli altri periodi dell’anno, soprattutto nell’eventualità di inverni miti e umidi. Questa particolarità è legata all’evoluzione biologica della zecca.

Le zecche piccole, in relazione alla loro capacità di trasmettere malattie all’uomo, sono altrettanto pericolose rispetto alle grandi.

 

Come e quando attaccano l’uomo (e gli animali)

Un volta che si sono arrampicate sulla vegetazione, quando stimolate, estendono le loro zampe anteriori e si aggrappano ai peli, penne o vestiti dell’ospite di passaggio. Ci sono inoltre diversi stimoli che permettono alla zecca di identificare l’ospite ed in particolare l’odore, il calore del corpo e le vibrazioni del suolo causate dal movimento. Salita sull’ospite, la zecca cerca il punto dove ancorarsi alla pelle. Questo processo può durare diverse ore ed il morso è indolore e passa facilmente inosservato. 

Dopodiché inizia a succhiare il sangue ed una volta finito il pasto, si stacca e si lascia cadere sul terreno. 

Crediti immagine: Prof. Louis De Vos, Faculté des Sciences, Université Libre de Bruxelles, Bruxelles, Belgium, per la fotografia della zecca al microscopio elettronico a scansione

 

Borrelia burgdorferi, agente causale della malattia di Lyme, microscopio ingrandimento a 400x, sono visibili le spirochete in colore bianco. Crediti PD-USGov-HHS-CDC

Alcune buone ragioni per evitare le zecche

Nel corso degli ultimi anni si sono diffuse varie malattie, non sempre facili da riconoscere, veicolate dal morso di zecca ed in particolare:

 

Borreliosi di Lyme

È un’infezione batterica che evolve a stadi progressivi e può avere un decorso cronico. Solitamente (nel 60% circa dei casi) la malattia esordisce con un arrossamento della pelle (eritema migrante) localizzato nella zona del morso, che compare dopo 1-2 settimane dal morso. Se non curata tempestivamente con antibiotici può progredire, colpendo le articolazioni, il sistema nervoso;

nei casi più gravi possono essere coinvolti anche il cuore ed altri organi interni. Non esiste un vaccino per questa malattia e ci si può ammalare più volte.

 

Meningo-encefalite da zecche o TBE (Tick Borne Encephalitis) 

È una grave malattia virale che colpisce il sistema nervoso. Inizia con febbre e disturbi simili influenzali. Nel 20-30% dei casi il decorso è molto serio con possibili conseguenze permanenti e invalidanti. Non esiste una cura specifica ma si può prevenire con la vaccinazione.

 

Ehrlichiosi o Anaplasmosi

L’ehrlichiosi è una malattia febbrile con sintomi poco caratteristici spesso difficile da identificare. È causata da un microrganismo, Anaplasma phagocytophila, trasmesso sempre con il morso della zecca.

 

Fonte, Internet, Crediti immagine sconosciuti.

Come difendersi

Le categorie professionali più a rischio sono quelle che operano normalmente nelle zone infestate dalle zecche. Gli operatori della vigilanza, i cacciatori, i raccoglitori di funghi, i pescatori, sono tra le categorie maggiormente colpite. Tuttavia anche gli escursionisti dovrebbero osservare delle semplici regole che permettono di ridurre il rischio di essere morsi dalle zecche. Nel caso di uscite in zone infestate, bisogna indossare indumenti con maniche e pantaloni lunghi, meglio se abbinati a delle ghette da posizionare tra scarpone e pantaloni. Sopra questi indumenti, normalmente sulle scarpe e sulla parte bassa dei pantaloni è possibile spruzzare uno spray repellente comunemente reperibile in commercio.

Si consiglia altresì di non sedersi e sostare seduti sull’erba in zone ad alta infestazione da zecche. Una volta rientrati a casa è buona norma farsi una doccia (le zecche non si attaccano subito alla cute) e lavare i pantaloni con un normale bucato (spesso le zecche piccole si nascondono nelle cuciture dei pantaloni e mordono il giorno seguente). Recenti scoperte hanno evidenziato che questi parassiti riescono purtroppo a sopravvivere anche ad un normale ciclo di lavaggio in lavatrice. Tuttavia, alla luce della loro notevole sensibilità alle basse umidità, un normale ciclo di asciugatura degli indumenti nell'asciugatrice riesce ad ucciderle.

 

Rimozione e Medico

La rimozione precoce della zecca dalla pelle, riduce i rischi per la salute. La probabilità di contrarre la Borreliosi di Lyme e l’Ehrlichiosi è minore se la zecca viene rimossa entro le 36 ore. È importante prendere nota e comunicare al medico la data di asportazione della zecca nel caso in cui si manifestino arrossamenti locali o febbre o innaturale stanchezza.

 

Come togliere le zecche dalla pelle

Molti casi di malattie trasmesse da zecche sono dovuti ad una errata rimozione del parassita dalla cute dell’uomo. Togliere la zecca il prima possibile senza applicare alcuna sostanza (alcool, etere, olio, piretro, etc.) sul parassita. 

Bisogna evitare infatti che in seguito all’applicazione di sostanze tossiche, il parassita rigurgiti il sangue ed i microrganismi patogeni nell’uomo. Bisogna anche evitare di toccare e schiacciare la zecca con le mani perché i microrganismi patogeni, presenti anche sulla cute del parassita, possono passare all’uomo attraverso delle piccole ferite eventualmente presenti sulle dita. 

Infine, è altamente consigliato l’uso di una specifica pinza togli-zecche disponibile sul mercato. Al fine di evitare lo schiacciamento della zecca o la rottura della “testa” all’interno della pelle, si sconsiglia l’utilizzo delle comuni pinzette.